Intervista a Maya Fiennes
di Alessandra Rito
Colonia, maggio 2011
Maya Fiennes da anni tiene seminari in tutto il mondo per divulgare lo yoga Kundalini ed è diventata molto coniosciuta grazie alle sue lezioni trasmesse dal canale televisivo satellitare SKY. Formatasi come musicista in Macedonia, sua terra d’origine, si trasferisce a Londra negli anni novanta per il perfezionamento come concertista di piano al London’s Royal College of Music, dove per la prima volta pratica il Kundalini yoga. Gli effetti ottenuti sulla calma e la concentrazione sono talmente importanti che diventa allieva di Shiv Karam Singh (nella discendenza di Yogi Bajan, il creatore della 3Ho Foundation) e pratica costantemente sino ai massimi livelli della formazione ottenendo il nome evocativo di Har Bhajan: colei che prega il nome delle divinità e dell’infinito attraverso il suono e i mantra.
A quel punto la scelta è stata quella di sintetizzare tutte le esperienze fatte in precedenza e trasferirle in modo creativo nell’insegnamento e nella divulgazione, con una sintesi del tutto originale. Dal suo libro Yoga for Real Life :” Senti che la tua vita è fuori equilibrio?
Vorresti essere piĂą rilassato, piĂą in grado di gestire con calma lo stress della vita quotidiana? Vorresti piĂą tempo per gestire le cose senza affanno? O per una migli
ore e più profonda relazione col partner, famiglia, amici? Vorresti apparire e sentirti più giovane, vibrante e attivo? Credo che Kundalini Yoga possa fare per te questo e molto altro ancora. E’ qualcosa che puoi introdurre facilmente nella tua vita indaffarata che ti darà più energia, creatività , divertimento e una pace reale. Inoltre inizierai a sentirne i benefici quasi immediatamente. Ha incalcolabilmente cambiato in meglio la mia vita, e so che potrà cambiare la tua. Per me è il segreto della vera gioia”.
Per saperne di più l’abbiamo incontrata allo Yoga Loft di Colonia dove il maggio scorso ha tenuto un seminario weekend intensivo.
E’ nata in Macedonia, ha vissuto a Londra dove si è sposata con il musicista e produttore Magnus Fiennes. Oggi vivete a Los Angeles con i vostri figli Shanti e Cheyenne. Dove sono le sue radici?
Sin da giovanissima ho avuto il desiderio di viaggiare, scoprire e condividere. Già da musicista ho iniziato a girare parecchio e posso dire di sentirmi a casa un po’ ovunque. Ma dopo aver viaggiato molto sto sentendo l’esigenza di avere un luogo dove poter organizzare residenzialmente le mie attività , ancora non saprei in quale parte del mondo. Agli allievi piace molto fare lezione in riva all’oceano, io preferisco invece luoghi più riparati dove l’energia degli elementi non è così dirompente.
Ci vorrà ancora del tempo. Intanto i seminari mi stanno portando a scoprire nuovi paesi. Inutile dire che uno dei luoghi che amo di più è l’Italia dove sarò a Novembre per un seminario, per la precisione a Roma.
Come fai a gestire tutti i tuoi impegni e la vita famigliare?
Sono una gran lavoratrice, ho molta energia e sono abituata a gestire contemporaneamente varie attività . E’ molto importante l’organizzazione, e in questo la mia manager Camilla è una partner perfetta. Poi faccio in modo di concentrare in due periodi all’anno i seminari all’estero e quando è possibile porto con me i bambini. Le lezioni regolari le tengo al centro Exhale a Venice. Per quanto riguarda la musica, sia nei cd che nei dvd tutte le musiche sono composte da me e in questo sono aiutata da mio marito che ne è il produttore e mi consiglia e sostiene lungo i vari passaggi del progetto.
Il mio ultimo cd “Maya Space” è piaciuto moltissimo, grazie alla diffusione on line e il programma Itunes è stato scaricato in un numero incredibile di paesi.
Il sito www.mayaspace.com è aggiornato in tempo reale e i miei allievi sono informati sulle novità , possono mantenersi facilmente in contatto. Tutti supporti che, se gestiti con attenzione, semplificano parecchio l’organizzazione che in effetti è complessa e faticosa.
La musica nelle tue lezioni è una vera e propria struttura portante.
Si, e salvo qualche esigenza legata a pratiche particolari per cui posso utilizzare dalla musica classica ai suoni dello spazio registrati dagli astronauti, è tutta composta da me: un mix tra mantra e world music ideato per guidare gli esercizi di respiro, movimento e canto che sono la caratteristica del mio stile di yoga.
Sono provati gli effetti sul bilanciamento degli ormoni, sul potenziale rallentamento degli effetti dell’invecchiamento e la stabilità emotiva. Ci sono molti stili di yoga e un principiante può provarne vari per poi scegliere il più adatto. Tra i miei allievi ci sono anche allievi di altri stili che però sentono l’attrazione e il fascino del movimento, è un modo ulteriore per mantenere la massima efficienza della colonna vertebrale, l’asse su cui si sviluppa l’energia della Kundalini.
E gli allievi stonati?
A volte qualcuno non osa cantare perché crede solo di essere stonato, poi con la pratica si integra gradualmente col gruppo ed è sorprendente come cambi il suono di insieme alla fine rispetto all’inizio di un seminario. Per chi non è affatto musicale, non ha orecchio e senso del ritmo la pratica consigliata è l’ascolto e la sintonizzazione per gradi. Ci vuole più tempo ma i miglioramenti raggiunti, anche se piccoli servono all’armonizzazione della persona nel suo insieme.
A proposito di stile, la tua immagine è curatissima e glamour.
Come ho detto all’inizio, nella mia vita ho fatto molte esperienze rilevanti e una tra queste è stata nella moda come designer. Ho cercato di valorizzare l’aspetto estetico anche grazie alle esperienze fatte nel campo della moda per creare un’immagine che mi corrispondesse veramente, sia che gli studenti mi vedano di persona o in tv, dove appaio regolarmente sulla rete americana The Body in Balance.
Mi fa piacere che chi mi intervista abbia partecipato ad un mio incontro per fare direttamente l’esperienza e osservare come la mia proposta sia curata sotto molti aspetti. Il mio intento primo resta aiutare a fare in modo che lo yoga possa diventare parte della vita di tutti i giorni per molti.
Qual è il tuo colore preferito?
Se proprio devo scegliere, il bianco. Ma amo tutti i colori, la mia vita è colorata, per il mio libro “Yoga for Real Life” ad esempio ho scelto molto colore sia per la grafica che per le immagini.
Come mai non vesti l’abbigliamento tradizionale sikh?
Perché allontanerebbe molte persone che non si riconoscono in una religione.
Io stessa non ho un credo particolare, non ho mai accettato una visione esclusiva, vedo lo yoga come una via di apertura e espansione.
Com’è il rapporto col tuo guru Shiv Charan Singh?
Da qualche tempo si è trasferito nel suo ashram in Portogallo e talvolta torna a Londra dove segue ancora degli studenti. Dopo qualche anno che andavo ai suoi corsi fu lui stesso a insistere perché prendessi finalmente una decisione, io non avevo ancora idea di come e quanto per me sarebbero cambiate le cose. E in brevissimo tempo. Il suo supporto è stato decisivo e grazie a questo ho trovato la mia strada.
Qual è il prossimo progetto?
A luglio usciranno tre dvd con delle nuove routine per coloro che ormai praticano regolarmente gli esercizi della precedente e fortunata serie sui chakra. Una delle peculiarità del mio insegnamento è che è diretto, praticamente chiunque può ottenere degli effetti piacevoli immediati perché è un approccio di impatto gentile, non spaventa chi si avvicina per la prima volta o ha delle condizioni fisiche particolari. Grazie ai media ho potuto raggiungere moltissime persone e come concertista non mi spaventano i grandi uditori. Il mio sogno è poter suonare coi miei musicisti in qualche grande festival e far ballare moltissime persone insieme. “The Bigger, the Better”!
